Giornalista italiano ricorda a Moscovici che con lui la Francia sforò il 3%

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Alla domanda del giornalista italiano, l’attuale commissario europeo per gli affari economici e monetari Moscovici, entra in netta difficolta e non da alcuna risposta

Pierre Moscovici, politico francesce e attuale Commissario europeo per gli affari economici e monetari, è uno dei principali oppositori della manovra economica italiana.

Il grande rifiuto dell’Europa di dare all’Italia la possibilità di incrementare il deficit per finanziare alcune misure interne come il reddito di cittadinanza e l’abolizione della legge fornero, porta anche la sua firma.

Un Giornalista italiano, senza peli sulla lingua, mette in dificolta Moscovici

Proprio sulla questione tanto discussa, ovvero questo importantissimo deficit italiano al 2,4%, che un giornalista italiano di nome Ivo Caizzi, ricorda al Commissario ciò che la Francia fece nel 2013 e alle parole che pronuncio in quella occasione.

La francia nel 2013, quando Pierre Moscovici ricopriva il ruolo di responsabile massimo dell’economia e delle finaze francesi, sforò il rapporto di defivit/pil del 3% dichiarando al New York Times questo:

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I tecnocrati della Commissione europea hanno una visione dominante neo liberale e ortodossa. Io sono un socialdemocratico. Facciamo le elezioni, abbiamo delle scelte politiche e difendiamo la nostra strada

A noi sembrano un po le stesse parole che il vicepremier Di Maio sta utilizzando in questi giorni e che vengono tanto criticate.

Ma l’Europa è uguale per tutti gli stati membri?

La risposta di Moscovici, data in seconda battuta, non ha convito nessuno, tanto meno Di Maio che ha postato il video su Facebook

Invito tutti coloro che stanno criticando il nostro governo in generale (e il MoVimento 5 Stelle in particolare) per aver approvato la Manovra del Popolo a guardare questo video (di askanews) e poi a CONDIVIDERLO! Vedrete l’IMBARAZZO dell’attuale commissario Moscovici, quello che ha bocciato la nostra manovra e che ha passato interi giorni a criticare a mezzo stampa l’operato del governo, ammettere che quando era ministro delle Finanze della Francia aveva posizioni molto simili a quelle espresse da me in queste settimane. Posizioni quindi pienamente legittime, perché espresse da un Paese sovrano. Questa testimonianza è emersa grazie alle domande molto pertinenti di un giornalista italiano, Ivo Caizzi, che gli ha citato le sue stesse parole quando criticò i tecnocrati della Commissione sullo sforamento del 3% perché “la loro visione dominante è neoliberale e ortodossa mentre io sono un socialista, un social democratico. Facciamo le elezioni, abbiamo delle scelte politiche e difendiamo la nostra strada”.

Come mai ha cambiato idea in così poco tempo? Ci chiediamo noi e gli chiede Caizzi. Il commissario Moscovici risponde: “Mi sono agitato, mi sono chiesto da dove venisse questa intervista, poi ho capito che erano propositi da campagna elettorale, mi ricordo da ministro delle Finanze della Francia. Allora vorrei dire due cose: la prima, e non è qualcosa che auguro all’Italia, è che la Francia ha vissuto per 10 anni in deficit eccessivo. La seconda è che quando sono diventato ministro delle Finanze, e quando si va al potere poi si agisce, sono stato quello che ha ridotto più di tutti in 15 anni il deficit, sia nominale che strutturale, tra 2012 e 2014. Perché ero convinto precisamente del fatto che il debito pubblico è il nemico dell’economia e il nemico del popolo”.
Moscovici si dimentica però di dire che con lui alle redini dell’economia francese il loro debito pubblico è aumentato passando da 89,5% sul PIL al 94,8% sul PIL, per arrivare al 97% sul PIL attuale. C’è qualcosa che non torna nel suo ragionamento quando dice che il debito pubblico è il nemico del popolo. L’Italia, con la Manovra del Popolo, rivendica il diritto a fare quello che in passato hanno fatto la Francia e altri Paesi europei.

Noi vogliamo abbattere il debito puntando sugli investimenti, sulle persone e sulle imprese, non tagliando i diritti delle persone come è stato imposto all’Italia in passato. Questa manovra è stata scritta a Roma, non a Bruxelles. Come abbiamo già detto siamo disposti al confronto e al dialogo con la Commissione Europea, ma vorrei che, durante questo dialogo, Moscovici si ricordasse delle sue parole quando era ministro e si rendesse conto che ciò che vale per la Francia non può non valere per l’Italia. Siamo entrambi due Paesi fondatori e siamo entrambi due Paesi sovrani. Sì al dialogo, ma noi andiamo avanti! Moscovici, come lui stesso ammette, al mio posto, farebbe lo stesso.

Di Maio

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