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MITOLOGIA NORRENA EDDA - Mitologia Norrena - L'Edda

Mitologia Norrena – L’Edda

Mitologia Norrena – L’Edda

“Bók þessi heitir Edda; hana hevir saman setta Snorri Sturlo sonr eptir þeim hætti sem hér er skipat”.

“Questo libro si chiama Edda; lo ha composto Snorri Sturluson e qui si segue l’ordine in cui egli lo dispose”.

L’argomento che vi propongo oggi, affonda le sue radici nella notte dei tempi. L’Edda, in Norreno Edda o Eddur al plurale, riguarda due testi in Norreno che ai giorni nostri sono conosciuti come “Edda in prosa” e “Edda poetica”. Scritti in Islanda, durante il XIII secolo, racchiudono in sé la maggior parte delle informazioni riguardo la Mitologia Norrena.

Iniziamo analizzando la parola “Edda”. Ad oggi vi sono ancora dei dubbi riguardo il perché sia stata utilizzata questa parola per intitolare il poema, soprattutto non vi sono spiegazioni certe riguardo il significato.

Genericamente, Edda sembra esprimere il senso di “Ave”, “Antenata” o “Bisnonna” ma vi sono teorie che associano a questa parola altri significati, potrebbe derivare da óðr “poesia”, potrebbe significare “superstizione” oppure altro, fatto sta che il titolo appartiene di diritto soltanto all’opera di Snorri Sturluson. L’antica raccolta di poemi riguardanti la Mitologia hanno ricevuto solo in seguito il nome di Edda.

L’Edda poetica, è una raccolta di poemi Norreni derivanti dal Manoscritto Medievale Islandese denominato Codex Regius, Konungsbók, avente significato di Codice Reale. Scritto nel XIII secolo, esso conteneva ventinove canti narranti storie di Dei ed Eroi. Il Codex composto da 45 fogli in pergamena, purtroppo è mancante di 16 pagine dopo il trentaduesimo foglio. Fu scoperto da Brynjólfur Sveinsson nel 1643. Egli pensava di aver trovato la fonte originale dei poemi di Snorri Sturluson. Essendo privo di titolo fu così che Brynjólfur decise di denominarlo Edda per mantenere una connessione tra le due opere.

L’Edda in prosa fu scritta intorno al 1220 e giace in sette manoscritti a loro volta scritti tra il 1300 e il 1600. In questa Opera, l’autore si dedica a narrare la creazione del Mondo, gli Dei e l’Universo. Il suo primo libro “L’Inganno di Gylfi” ha un valore molto importante poiché è la fonte per la conoscenza del mondo degli Antichi Scandinavi.

Questa introduzione riguardo l’Edda per addentrarci più nel profondo nella Mitologia Norrena. Essa è da considerare un ramo della Mitologia Germanica la quale sembrerebbe essere stata trasmessa oralmente e quindi grande parte del sapere è andato perso. Le informazioni giunte fino a noi oggi, le abbiamo grazie all’Edda.

Volendoci soffermare nel raccontare alcuni particolari della Mitologia Norrena, inclusi gli Dei, l’origine e il destino del Mondo, dobbiamo addentrarci nel sapere contenuto nell’Edda Poetica e in modo più preciso nella Vǫluspá “La profezia della veggente” che è il primo e soprattutto il più famoso poema dell’Edda poc’anzi menzionata.

La veggente, da come viene narrato nel poema, racconta ad Odino di avvenimenti passati, futuri e conosce l’origine dell’onniscienza e altri segreti degli Dei di Ásgarðr.

La Mitologia Norrena e i Nove Mondi

Ásgarðr è la dimora degli Asi, ossia la Terra degli Dei. Nella Mitologia Norrena si narra di un cosmo in cui vi sono presenti nove Mondi, tenuti insieme dall’Albero del Mondo denominato Yggdrasill.

 

«Níu mank heima,

níu íviði,

mjǫtvið mæran

fyr mold neðan.»

 

«Nove mondi ricordo

nove sostegni

e l’albero misuratore, eccelso,

che penetra la terra.»

 

1. Ásaheimr: Regno degli Asi, Terra degli Dei, la cui principale città è proprio Ásgarðr in cui a regnare sugli Dei troviamo Odino.

2. Álfheimr: E’ la dimora degli Elfi chiari detti I Liósálfar, o Elfi della Luce in contrasto con i Døkkálfar, gli elfi delle Tenebre.

3. Svartálfaheimr: E’ uno dei mondi situati nel sottosuolo e vi dimorano gli Elfi delle Tenebre Døkkálfar insieme ad alcuni nani.

4. Miðgarðr: E’ la Terra degli uomini e dei Troll, letteralmente potrebbe essere tradotto con “Terra di mezzo”.

5. Jǫtunheimr: E’ la Terra dei giganti di roccia e ghiaccio.

6. Vanaheimr: E’ il Regno dei Vani.

7. Niflheimr: E’ il regno del ghiaccio e del freddo ed è abitato dagli Hrímþursar “Giganti di ghiaccio”. Si trova a nord del Ginnungagap.

8. Múspellheimr: E’ la Terra delle fiamme, la dimora dei Giganti del fuoco il cui capo è Surtr.

9. Hel: E’ la dimora dei morti governato dalla Dea Hel.

In questo elenco dei nove Mondi, escludendo Miðgarðr, possiamo notare come gli altri Mondi siano in contrasto l’uno con l’altro. Il Mondo del Fuoco e del caldo e il Mondo del Ghiaccio e del freddo, il Mondo del Cielo e quello degli Inferi, Il Mondo della Creazione e quello della Distruzione, Il Mondo della Luce e quello dell’Oscurità.

I Mondi Celesti sono Múspellsheimr, Álfheimr, Ásaheimr.

I Mondi Terrestri sono Vanaheimr, Mannheimr, Jǫtunheimr.

I Mondi Sotterranei sono Svartálfaheimr, Hel, Niflheimr.

Alcuni si saranno domandati cosa fosse il Ginnungagap. Esso rappresenta l’abisso cosmico presente prima della creazione. Infatti, secondo la mitologia, in principio era il vuoto da cui poi nacquero le due regioni, il Mondo delle fiamme Múspellheimr e successivamente il Mondo dei ghiacci Niflheimr. Fu dopo la creazione di questi due Regni che caldo e freddo, incontrandosi nell’abisso diedero vita al gigante Ymir, dal quale nacquero i primi Giganti.

 

«Ár vas alda

þars Ymir byggði

vasa sandr né sær,

né svalar unnir;

iörð fansk æva

né upphiminn;

gap vas ginnunga,

en gras hvergi.»

 

«Al principio era il tempo:

Ymir vi dimorava;

non c’era sabbia né mare

né gelide onde;

terra non si distingueva

né cielo in alto:

il baratro era spalancato

e in nessun luogo erba.»

 

Ymir fu il primo essere, era talmente grande che quando si sdraiava ricopriva tutta la Terra. Fu proprio da Ymir che nacque la razza dei Giganti e insieme a lui nacque anche la mucca Auðhumla, da cui si sfamava nutrendosi del suo latte. Auðhumla, leccando un blocco di ghiaccio salato diede origine al Gigante Búri.

«Hon sleikti hrímsteina þá er saltir váru. Ok hinn fyrsta steinanna er hon sleikti, kom ór steininum at kveldi manns hár, annan dag manns höfuð, þriðja dag var þat allr maðr. Sá er nefndr Búri. Hann var fagr álitum, mikill ok máttigr. Hann gat son þann er Borr er nefndr.»

«Leccava le rocce brinate, che erano salate, e nel primo giorno in cui essa le leccò, da quelle pietre spuntarono a sera i capelli di un uomo, il giorno dopo la testa e il terzo giorno vi fu l’uomo intero. Il suo nome era Búri. Era di bell’aspetto, grande e possente. Generò un figlio chiamato Borr.»

Il figlio di Búri, Borr, ebbe tre figli: Odino, Víli e Vé. Furono questi ultimi ad uccidere Ymir e dal suo corpo si generò il mondo degli Umani. Dalla tua ascella sinistra nacquero il primo uomo e la prima donna, il suo sangue portò alla nascita dei mari e dei laghi, la sua carne divenne terra, le sue ossa montagne e i suoi denti le rocce. Dal suo teschio si generò la volta celeste e ai quattro angoli corrispondenti ai punti cardinali vi erano i nani a far sì che il cielo non cadesse sulla Terra. Odino, Víli e Vé generarono il tempo e posero il Sole e la Luna. Le sopracciglia di Ymir divennero un muro che aveva funzione di proteggere la Terra dai Giganti. Nel mondo dei Giganti, Odino vide due bellissimi giovani ed erano fratello e sorella. Sòl e Màni, rispettivamente Sole e Luna, i nomi in onore dei due Astri. Odino decise di dare a loro il compito di guidare i cocchi che sorreggevano i due Astri e creò due lupi, Hati e Skǫll, aventi l’ordine di inseguire i due cocchi e divorarli se fossero usciti fuori rotta.

L’Yggdrasill, giace secondo i Nordici al centro del cosmo. E’ un Frassino i cui rami giungono nei nove Mondi. L’Albero è immenso e mantiene tutti i mondi uniti. E’ alimentato dalle sue radici che traggono acqua da tre Regni Asgarðr, Miðgarðr e Hel. Alle radici vi è la Fonte Mímir che contiene saggezza. Sono le Norne che si prendono cura di esso alimentandolo con acqua pura e rivestendolo di argille della sorgente per proteggerlo.

 

«Ask veitk standa,

heitir Yggdrasill

hár baðmr, ausinn

hvíta auri;

þaðan koma döggvar

þærs í dala falla;

stendr æ of grænn

Urðar brunni.»

 

«So che un frassino s’erge

Yggdrasill lo chiamano,

alto tronco lambito

d’acqua bianca di argilla.

Di là vengono le rugiade

che piovono nelle valli.

Sempre s’erge verde

su Urðarbrunnr.»

 

Il viaggio nella Mitologia Norrena sarà approfondito nei prossimi argomenti.

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