Social Network Exit in fuga da Facebook diventa una realtà

Social Network Exit in fuga da Facebook diventa una realtà

Ecco cos’è il nuovo social network italiano nato per contrastare la censura su Facebook

Raggiungibile all’indirizzo web https://exit.news il nuovo social italiano dove si pu liberamente discutere delle notizie del giorno, nasce da una idea del noto attivista Mida Riva che qualche tempo fa aveva profetizzato l’imminente censura su Facebook e i maggiori social media.

Abbiamo deciso quindi di intervistare per voi il suo Fondatore.

I: Come mai hai sentito la necessit di creare un’alternativa a Facebook?

Mida: Un giorno mi sono visto bloccare il profilo che avevo da oltre 10 anni su Facebook appunto, questo blocco era stato avviato per punirmi ero infatti reo, secondo le guardie carcerarie del social di aver condiviso un postnon incline alle loro direttive, si trattava di unarticolo del Dottor Franco Berrino nel quale si metteva in dubbio la bont della caseina presente nei latticini di origine Bovina.

Questo fu per me un momento dolorosissimo e traumatico, vedersi negata la possibilit di discutere di un tema cos importante come quello alimentare, un fulmine a ciel sereno. Il blocco in questione mi impediva persino di rispondere ai messaggi privati personali, avendo avviato numerose conversazioni con altrettante persone fu particolarmente frustrante non poter continuare a parlare con loro.

Mi trovavo qundi in punizione in isolamento come se fossi stato prigioniero in un penitenziario.

Questo stato solo l’inizio del mio percorso di acquisizione di coscienza su quanto sono per noi importanti oggi gli strumenti di comunicazione e le loro evoluzioni. Immaginatevi se la votra compagnia telefonica vi impedisse di mandare sms o di fare telefonate, voi come la prendereste? Beh io malissimo cambierei subito compagnia telefonica senza nemmeno pensarci un attimo. E cos nata l’idea ancora poco chiara di trovare una alternativa a Facebook.

I: Quando nato il progetto Exit?

Mida: il progetto Ex-it nato circa un anno fa nell’estate 2017 con la creazione del gruppo: “in fuga da facebook”, il nome Exit stato votato all’interno di quel gruppo dai primi 100 fuggiaschi.
Dal primo blocco di Facebook, delle funzioni del mio profilo, avvenuto anni prima, era passato parecchio tempo ed ero stato via via “bullizzato” e silenziato pi volte nel corso degli anni succesivi, si era passati dal piacere di condividere informazioni, di poterle commentare e di scambiare messaggi con altre persone alla paura di essere bloccati ad ogni post.

Avevo visto amici attivisti col profilo bloccato per mesi uno tra tutti, noto per le sue battaglied’informazione sul tema “scomodo” delle scie chimiche Rosario Marcian, che avevo intervistato personalmente nel 2013 e che ritengo ancora essere un vero eroe nazionale che andrebbe citato nelle scuole e scritto nei libri di storia come modello educativo per le generazioni future, lui l’emblema della vera persecuzione che va ben oltre il blocco del profilo Facebook.

Per le informazioni che ci ha rilasciato in questi anni infatti stato perseguitato giudiziariamente e tutt’ora ne paga le conseguenze, ci nonostante va avanti e per questo lo dobbiamo ringraziare tutti.

Durante l’estate (2017) ero andato personalmente a fare le riprese dei cortei contro l’odiosa e raziale legge sull’obbligo vaccinale, una legge vergognosa, anticostituzionale e contraria al principio sancito nel 1679, dopo lunghe e sanguinose battaglie degli attivisti di quel tempo, che hanno portato alla ratifica della prima legge sul tema dell’habeas corpus che questa legge infame (Lorenzin-GSK) discrimina rendendo il corpo dei cittadini violabile per legge, da parte di uno stato sempre meno democratico e controllato dalle lobby di potere internazionale.

Il ministro della “malattia” Beatrice Lorenzin in quei giorni pronuncio all’interno della camera la frase, che se fossimo stati in una vera democrazia le sarebbe costata la galera per alto tradimento:

“le case farmaceutiche non hanno interesse nel produrre vaccini singoli” questa frase sufficiente a dimostrare per chi lavorava quel’ormai ex ministro, pronto a tutelare gli interessi di una multinazinale estera piuttosto che gli interessi di salute nazionale dei cittadini italiani che in teoria dovrebbe rappresentare come ministro.

Poi c’erano state le cancellazioni delle pagine d’informazione alternativa, una tra tutte quella con oltre 2 milioni di iscritti, Diretta News, che sanc la morte di una testata giornalistica vera e propria.

Leggi l’articolo di diretta news: https://www.direttanews.it/2018/02/02/facebook-cancella-la-nostra-testata-registrata-con-un-click2/

Fu in quel momento che sentii forte l’esigenza di estraniarmi dallo strumento di persecuzione che il regime usava palesemente e che nel contempo faceva diventare palese a tutti quanto fosse reale il complotto antidemocratico in italia. Il regime mostrava la sua orribile zampa adornata d’artigli sempre pi spesso, i ban di attivisti, i blocchi alla possibilit di commentare i post, lasparizione di post anche personali, l’eliminazione di video e dirette, persino quella che feci io stesso a Roma in occasione della prima manifestazione per la libert di scelta terapeutica venne cancellata, cos come tante altre video denuncie mie e di altri.

Si cominci ad intuire quanto fosse potente un social network e che serviva un’alternativa per quando ce lo avrebbero definitivamente tolto.
Il progetto Ex it nasce con l’intento di raggruppare tutti gli Ex dei social, di formare una rete indipendente dai main-streamdi attivisti (e non) che permetta a tutti di esprimersi, di commentare e di pubblicare notizie di attualit senza la paura di essere silenziati.

It sta per italiani la somma delle due parti forma il termine EXIT subito associato al cartello verde che conosciamo tutti quello che indica la via d’uscita, o l’uscita d’emergenza, nel nostro caso l’emergenza era la necessit di poter continuare liberamente ad esprimere noi stessi attraverso le nostre opinioni e le nostre condivisioni, quello che su Facebook oggi diventato impossibile.

Un anno dopo nell’agosto 2018 ho riprogrammato una vecchia versione del primo Exit facendolo diventare un vero e proprio social alternativo. Che conta gi parecchi iscritti, tutti chi pi o chi meno consapevoli che c’ il bisogno impellente di fare qualcosa per noi stessi per salvaguardare la nostra civilt e per permettere che il dialogo possa continuare civilmente.
Quindi chiunque dovesse leggere questa intervista e si sentisse anche solo curioso di vedere com’ il primo social di propiret degli utenti faccia un salto e partecipi al primo sciopero digitale della storia.

I: Cosa intenti per “Sciopero Digitale” ?

Lo sciopero digitale una invenzione che mi ha permesso di trasporre lo sciopero classico che tutti noi conosciamo nel mondo di internet, si pratica astenendosi dall’uso dei social network o dei siti che non rispettano le regole intrinseche della democrazia in cui tutti crediamo.

Si pratica boicottando l’acquisto di abbonamenti ai quotidiani online che non rispettano la pluralit dell’informazione, oggi l’italia una tra le maglie nere per la libert d’informazione anche se siamoin risalita nella classifica della libert di stampa stilata da Reporters Sans Frontieres. Nel 2016 l’Italia era al 77esimo posto, oggi grazie anche all’informazione indipendente, stiamo pian piano risalendo e siamo arrivati nel 2017 al 52esimo posto e quest’anno 2018 al 46esimo posto della classifica che invito tutti a consultaree che raggiungibile a questo indirizzo web: https://rsf.org/fr/ranking/2016

Lo sciopero digitale quindi l’unica e potentissima arma che gli utenti del web hanno in mano, come detto si pratica uscendo dai recinti (i social) che trasformano tutti gli utenti in “pecore digitali” senza diritti, pronte ad essere tosate del loro valore intrinseco, quello che per noi che viviamo nell’era della comunicazione il valore assoluto: linformazione, che ci permette di arricchire noi stessi e gli altri, assimilando e diffondendosapere digerito attraverso il filtro della nostra coscienza individuale che si manifesta tramite le nostre idee e le nostre scelte.

I social network possono essere visti anche come dei recinti nei quali il valore viene portato dagli utenti che lo popolano con le proprie frasi, le proprie foto, i propri video, i propri discorsi e le proprio idee. Questo valore inestimabile oggi ci viene sottratto e venduto sui mercati, che derubano ogni utente del proprio valore. Un piattaforma come Facebook che al momento della quotazione in borsa valeva 400miliardi di dollari, trae il suo profitto dall’ignoranza degli utenti che lo popolano. Facebook infatti non varrebbe nulla se non ci foste voi utenti a popolarlo, Facebook una piattaforma pubblicitaria, paragonabile ad una vetrina in centro citt, un luogo di forte passaggio dove esporre banner, vendere prodotti di ogni tipo. Questo non sarebbe possibile senza la popolazione di utenti che lo utilizzano.

Quindi il vero valore siamo noi e Facebook cos come ogni altro social network solo una piattaforma, un recinto dal quale si pu solo uscire per riappropriarsi del proprio valore. Se la piattaforma attribuisse ad ogni utente un dividendo allora sarebbe equa mentre oggi tosa gli utenti sfruttandoli per i loro contenuti e garantisce gli introiti solo ai mercati finanziari e non certo al cuore pulsante del social cio i suoi utenti.

Quindi oggi sappiamo anche quanto valiamo, qual’ il nostro valore digitale? Basta fare un semplice calcolo: quanto il valore attuale del social quotato in borsa (capitalizzazione) diviso per il numero di utenti attivi che lo popolano. In questo modo si stabilisce il Valore Digitale Procapite, che oggi si attestaattorno ai 230 dollari moltiplicato per 2,2 miliardi di utenti attivi. Un valore del quale nessun utente giova, come mai?

I: vuoi lanciar un appello a chi legger questa intervista?

Mida: si certamente, invito tutti quelli che leggeranno questa intervista a riappropriarsi del proprio valore, della propria libert d’opinione e di parola, invito tutti ad iscriversi sulla piattaforma di comunicazione interattivawww.exit.newsche vuole essere il primo social di propriet degli utenti e ridistribuire gli utili aziandali ai veri proprietari di questo e di qualsiasi social, cio gli utenti che lo popolano. Exit una parola magica che ci permette diosservareil mondo da una prospettivamigliore. Exit ci permette di costriure un mondo fatto dai cittadini del web per se stessi e che si ripercuote nel mondo reale grazie a tutte quelle cose che sono possibili se ci si unisce in un intento comune.

Exit rappresenta la libert di ognuno di noi che si riflette nella libert d’espressione e di parola. Exit l’inizio del mondo nuovo quello che gi dentro di noi e che attende solo lo si faccia uscire, un mondo fatto di persone istruite ed informate che collaborano per il benessere comune impegnandosi individualemnte in quelle che sono le proprie capacit ed esprimendole per se stessi e gli altri. Exit una filosofia di vita, fuori dagli schemi e dai recinti imposti dalle forme di controllo che ci vogliono schiavizzare e ridurre a numeri su una tastiera.

Exit la soluzione a quei regimi che vogliono ucciderci prima digitalmente,attraverso la cancellazione del profilo personale che la nostra copia nel virtuale, cio la tua identit digitale, e poi da farci sparire fisicamente come purtroppo mi capitato di sperimentare in prima persona in occasione di una conferenza dove addirittura gli organi dello stato si sono dimostrati collusi in un attentato alla mia persona, che per fortuna non sono riusciti a portare a termine.

Ti ringrazio per aver letto fino a questo punto e se vorrai potrai entrare in contatto conMida Riva proprio tramite Exit.News, aspettiamo un tuo commento o il racconto della tua esperienza di maturazione, quello che ti ha aperto gli occhi e che ti ha fatto venir voglia di diventare un fuggitivo digitale.
Allora cosa stai aspettando? Imbocca anche tu la via d’uscita verso l’et della coscienza, l’uscita d’emergenza aperta. Vieni su Exit

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